Glossario

ACCIDENTE: (gr.sumbebhkoV; lat. Accidens) 1 Una determinazione o qualità casuale o fortuita che può sia appartenere sia non appartenere a un soggetto determinato, essendo completamente estranea allessenza necessaria (o sostanza) di esso (elaborazione in classe) 2 Una determinazione o qualità che, pur non appartenendo alla sostanza di un soggetto determinato, ed essendo perciò fuori dalla definizione di essere, è connessa con la sua essenza e necessariamente deriva dalla sua definizione; 3 Una qualsiasi determinazione o qualità di un soggetto che appartengono o meno alla sua sostanza. (1)

EPISTEME: (gr.episthmh; lat. Scientia; ingl. Science; franc. Science; ted. Wisserschaft) E' qualcosa di fermo e di immutabile, indipendente da tutto il resto, in latino scentia. La scienza non manipola, le cose sono lasciate essere ed è contrapposta al mito che invece manipola e produce. E il fondamento, epi-steme cioè che sta sopra, che si impone da sè quindi si fonda su se stessa.

ESPERIENZA: 1 La partecipazione a situazioni ripetibili; 2 l'appello alla ripetibilità di certe situazioni come mezzo per controllare le soluzioni che esse consentono (1).

DIALETTICA: (gr.dialektikh teknh o diairesiV) 1 Chiarisce quali generi si concordano e quali si respingono, è l'essere sensibile che lega al mondo dell'Idea; capacità di congiunzione o disgiunzione, quindi tecnica della divisibilità (elaborazione in classe). 2 Si distingue: 1° Per Platone è metodo della divisione 2° Per Aristotele è logica del probabile 3° Per gli Stoici è vista come logica 4 ° Hegel (Idealismo romantico) come sintesi degli opposti. (1)

IDEA: (gr.Idea da eidoV, lat. Idea) La specie "unica intuibile in un molteplice di oggetti." Viene intesa come "unità visibile nella molteplicità e a differenza di essa è spesso considerata come l’essenza o la sostanza del molteplice." (1) L’idea quindi non ha un significato mentalistico, non è il concetto non è il pensiero, non è la rappresentazione mentale di qualcosa bensì si oppone al pensiero e quindi è un essere assolutamente, il vero essere, immutabile. EidoV deriva da eidein ovvero vedere, che nella lingua precedente Platone indicano la forma visibile delle cose e quindi la figura, dopo sono passati ad indicare la forma interiore, l’essenza.

IPERURANIO: (gr.uperouranioV) La regione "al di la del cielo" nella quale, secondo Platone, risiedono le sostanze immutabili che sono l’oggetto della scienza. Si tratta di una regione non spaziale. (1)

LOGOS:(gr.logoV) A 1 La ragione in quanto prima sostanza o causa del mondo (Eraclito "Gli uomini sono ottusi nei confronti dell essere e del logos, […] sia prima che dopo averne sentito parlare; e sembrano inesperti, sebbene tutto avvenga secondo il logos" [DK. framm. 1] 2 Persona divina. (1) B Raccolta originaria (elaborazione in classe)

ORFISMO:Setta filosofico-religiosa, sviluppatasi largamente nella Grecia del VI sec. a. C. che si credeva fondata da Orfeo, che credeva che la vita terrena fosse una semplice preparazione per una vita più alta, che poteva essere meritata per mezzo di cerimonie e di riti purificatori, che costituivano l’armamentario segreto della setta.

PANTEISMO: (gr. paV-qewn) E’ la dottrina che considera Dio come la natura del mondo, cioè che identifica la causalità divina con la causalità naturale. (1)

PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE: (gr. axiwma thV antifasewV; lat. principium contradictionis; ing. Principle of contradiction; franc. Principe de contradition.) Nato come principio ontologico, esso fu esplicitamente ammesso da Aristotele che lo assunse a fondamento della filosofia prima o metafisica. Secondo Aristotele tale principio serve in primo luogo a delimitare il dominio proprio di questa scienza, permettendo di astrarre il suo oggetto, l’essere come tale, da tutte le determinazioni con le quali è congiunto, in modo analogo a quello in cui gli assiomi della matematica e della fisica consentono di astrarre i loro oggetti dalle altre determinazioni con cui vanno congiunti.

TOTALITA’: Ciò che si impone sopra di tutto; è costituito da due elementi: a) dinnanzi alla totalità deve esserci qualcosa che si impone per fondare tutto il resto: un principio regolatore; b) tutto diviene e quindi niente è fermo. Eraclito fr. 19 "Non ascoltando me ma il logos è saggio riconoscere che tutto è uno." In questo frammento Eraclito esclude la soggettività. In sostanza ci si rivolge alla totalità per coglierne l’unità intendendo la totalità come la massima espressione possibile: l’Intero.

VERITA’: (gr. alhqeia; lat. veritas ) Verità è ciò che viene scoperto, svelato, portato alla luce dalla ragione. All’interno della filosofia si sono sviluppati: due punti di vista sulla Verità: a) quello che ha le sue radici in Parmenide, e collega all’unicità e all’eternità dell’Essere una Verità unica, eterna e assoluta (svincolata cioè dai dati del mondo sensibile; b) quello introdotto dai sofisti, che nega l’esistenza di una Verità immutabile, oggettiva, esterna all’uomo, e propone una serie di "verità" relative, di identico valore che mutano a seconda degli individui, delle epoche e delle circostanze.