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§ 1. L’uranio impoverito1

 

 

La mistica delle bombe intelligenti e della guerra chirurgica ha provocato una strage che non ha precedenti dalla fine della seconda guerra mondiale. Nelle cinque settimane di bombardamenti continui sul territorio dell'Iraq sono cadute bombe di ogni tipo con una potenza distruttiva pari a quella di cinque bombe di Hiroshima. Le armi il cui uso ha provocato il maggior numero di vittime e di menomazioni genetiche sono senza dubbio i famosi proiettili ricoperti dall’uranio impoverito. Si tratta di un prodotto secondario della lavorazione dell'uranio per i reattori nucleari e le bombe atomiche. L’uranio fu scoperto nel 1798 dal chimico Klaproth nella forma di ossido, ma solo nel 1896 Baquerel rinvenne che emetteva radiazioni. Nel 1938 Hahn, Strassman e Meitner scoprirono che il nucleo dell’uranio può scindersi in due nuclei di peso inferiore, liberando una gran quantità di energia: fenomeno di fissione nucleare. La sua qualità principale è la sua densità e la capacità di penetrare nelle corazze dei carri armati. L'uranio impoverito al momento dell'impatto brucia spontaneamente creando particelle sospese nell'aria con un diametro inferiore ai cinque micron, sufficientemente piccole per essere respirate. E l'U238 emette radiazioni alfa e gamma. L’uranio naturale è una mistura degli isotopi U-238 e U-235, debolmente radioattivi, e di prodotti di decadimento, tra i quali il radio.Dei due isotopi solamente lo U-235 può fissionarsi e fornire energia nucleare. Nelle centrali elettronucleari si usa uranio arricchito, in cui la percentuale di U-235 è artificialmente aumentata per mantenere la reazione a catena a livello ottimale.Per ottenere uranio arricchito lo si converte in esafluoruro di uranio, che è un liquido e da questo si separa gradualmente l’isotopo pesante U-238 da quella leggera U-235.L’uranio impoverito è meno radioattivo di quello naturale perché privo di radio.

L’uranio è pericoloso più come tossico chimico che si insedia nelle ossa che per la sua radioattività. La radioattività dell'DU può causare seri problemi clinici nel lungo periodo (anni o decenni dopo l'esposizione).L’uranio ingerito, inalato, o presente nei frammenti di proiettile incorporati può essere solubilizzato dall’organismo e depositarsi in diversi organi. Esso è normalmente distribuito in tutti i tessuti dell’organismo, in quantità comprese fra i 2 ed i 62 mg, ma legato a biomolecole, che lo rendono innocuo. Sulla pericolosità dell'uranio impoverito gli scienziati non sembrano essere concordi e per questo vi sono tesi differenti. Non esiste alcuno studio epidemiologico sull’uomo in grado di dimostrare effetti tossici degli ossidi di uranio. Si sono verificati però un certo numero di incidenti nelle centrali nucleari, a causa dell’esplosione di uranio metallico in aria mentre venivano maneggiati da lavoratori. In questi casi, è possibile avere aerosol con concentrazioni molto alte di uranio (decine di mg/m3 in aria), che sono chiaramente visibili. In un caso ben documentato, la concentrazione di uranio nelle urine il giorno dell’incidente era di 20 mg/l, e passò a circa 10 mg/l nel giro di una settimana. I lavoratori coinvolti in questi incidenti sembrano non aver mai riportato disfunzioni renali o di altro genere, né tumori anche molti anni dopo l’esposizione. L’uranio lasciato sul campo di battaglia viene lentamente trasportato dal vento e respirato, ed il fall-out può contaminare le falde acquifere ed entrare nella catena alimentare. Il manuale U.S.A di addestramento descrive così la natura della radioattività: La radioattività è l'emissione spontanea di particelle o di energia (radiazioni ionizzanti) da un atomo instabile, risultante nella formazione di un nuovo elemento. La radiazione ionizzante è costituita di particelle alfa, beta e raggi gamma. Gli effetti sulla salute delle radiazioni ionizzanti dipendono dal tipo di radiazione e da se il materiale radioattivo si trova dentro o fuori dal corpo. Le radiazioni alfa sono le più ionizzanti.

Quando la particella alfa entra nel corpo i tessuti interni assorbono l'energia, causando una distruzione massiccia delle cellule vicine alla particella. Per contro, i raggi beta e gamma sono più penetranti ma non causano tante ionizzazioni, provocando meno danni al corpo. L'uranio impoverito è, primariamente, un emettitore alfa, sebbene dai suoi prodotti di decadimento radioattivi possano essere emesse anche particelle beta e raggi gamma.

 

 


 

 

 

 

 


Sindrome del Golfo

 

Si riferisce ad un insieme di sintomi cronici, che vanno dal mal di testa al dolore articolare, dalla diarrea alle irritazioni cutanee, alla perdita di memoria, alla stanchezza cronica, all'insonnia, alla depressione, all'impotenza, lamentati da decine di migliaia di reduci americani. Dopo inchieste giornalistiche, investigazioni militari e civili, lavori di ricerca, negli ultimi mesi sono emersi risultati sconcertanti, che da un lato smentiscono l'esistenza della misteriosa malattia, e dall'altro ne ammettono la possibilità, attribuendola, però, a cause ancora incerte. Il principale organo interessato per la tossicità dell’uranio è il rene. La principale area di interazione sono i tubuli prossimali, dove i composti carbonati vengono degradati, consentendo all’uranio di interagire con le membrane delle cellule apicali dell’epitelio tubulare.

 

 


Principali cause: si indicano le principali cause in via di accertamento

 

·        Danni neurologici provocati dall'esposizione delle truppe ad armi chimiche, come il gas nervino ed il sarin, forse aggravata dall'uso di pesticidi e dalle esalazioni dei pozzi di petrolio in fiamme, lasciati alle spalle dagli iracheni.

·        Impreviste conseguenze delle immunizzazioni a cui erano stati sottoposti i soldati prima della guerra: in particolare, gli effetti derivanti dalla somministrazione di piridostigmina, un antidoto del gas nervino.

·        Agente infettivo sconosciuto, endemico nel deserto della regione del Golfo Persico.

·        Esposizione di più di 20.000 soldati, durante la guerra del Golfo, ad armi chimiche (uranio impoverito), ed in particolare al gas sarin, dopo la distruzione di depositi di munizioni irachene nel deserto.

 

 

 

Si allegano alcune testimonianze che confermano i sopracitati danni clinici riportati dagli uomini impegnati nelle aree di guerra2:

 

Il maresciallo Frederic Blisserieux, 34 anni e una salute di ferro, nel 1999 ha cominciato ad accusare i sintomi tipici della sindrome (vertigini, diarree, scatti di aggressività, problemi cerebrali); dopo aver trascorso due mesi all'ospedale militare di Clamart, alla periferia di Parigi, è morto per un cancro generalizzato, non meglio precisato. Blisserieux era stato in zona di operazioni in Iraq con l'11/mo reggimento di artiglieria di marina, più volte esposto alle nubi tossiche provocate dai bombardamenti delle istallazioni chimiche irachene; in più occasioni aveva ingerito, su ordine dei superiori, delle compresse di piridogstimina, un antidoto usato contro alcuni agenti tossici.

 

 

Steven Miller: Prima della Guerra potevo correre circa 5 miglia al giorno senza problemi, adesso non ce la faccio più, e quando vado dal dottore militare, dopo un’attesa di 5 ore, mi esamina per 3 minuti e poi mi dice di andare a casa. Cedrick – il figlio – ha gia` avuto nove interventi chirurgici e ne avrà bisogno di altri cinque solo per ricostruire il suo viso e penso che si meriti i migliori interventi del mondo perché non è certo colpa sua se è nato così. Non doveva proprio succedere. Un dottore mi ha detto che fino ad oggi abbiamo gia` speso un milione di dollari per Cedrick, tutti i suoi denti sono falsi, solo per il suo occhio spendiamo 900 dollari al mese e dovrà continuare a cambiarselo per tutta la vita, ma anche le condizioni di molti altri bambini sono gravissime.

 

 

Dean Lundhulme - veterano della Guerra del Golfo : In aprile, dopo la fine delle operazioni di guerra, ho sentito suonare l'allarme che indicava pericolo di sostanze chimiche, io mi trovavo sotto la doccia e quindi mi è stato impossibile indossare subito le protezioni. Tre giorni dopo mi hanno portato all'ospedale, sono entrato in coma per tre giorni, poi è sopravvenuta una paralisi alla spalla destra, fortissimi dolori muscolari, incapacità di concentrazione. Sono rimasto all'ospedale due settimane e sono tornato alla mia unità.

 

 

Jim Tuite: quando scoppiò la guerra l'aviazione cominciò subito a bombardare le numerose industrie belliche produttrici d’armi chimiche che si trovavano al Nord del paese. Quasi immediatamente, dopo i primi attacchi, il vento ha cominciato a trasportare le esalazioni chimiche provocate dai bombardamenti verso Sud, dove si trovavano i soldati della coalizione. In poche ore gli allarmi chimici hanno cominciato a suonare un po' ovunque e la presenza di sostanze chimiche è stata rinvenuta anche vicino a Rafha, poi, durante le operazioni di terra, sostanze chimiche sono state segnalate anche da due divisioni della Marina. Attraverso tutto il deserto dell'Arabia Saudita molti animali cominciarono a morire, e non solo pecore o capre ma anche uccelli, insetti, insomma, molte specie diverse contemporaneamente, un fatto assolutamente non collegabile con qualsiasi epidemia veterinaria. Allo stesso tempo, i soldati hanno iniziato ad ammalarsi con sintomi influenzali per l'esposizione ai gas nervini.

 

 

 

Un milione di morti per danni collaterali3

 

L’espressione danni collaterali, provocati dalle bombe intelligenti degli Stati Uniti d’America nei 42 giorni di bombardamenti sull'Iraq, starebbe ad indicare, secondo il settimanale Time,  quei civili morti o feriti che avrebbero dovuto scegliersi un quartiere più sicuro. Questo mette in evidenza la filosofia della disinformazione praticata da gran parte della stampa internazionale sul conflitto nel Golfo. Il totale delle vittime della guerra e di otto anni di embargo sfiora, ormai, il milione e seicentomila sono bambini sotto i cinque anni di età. Un milione di morti che sono stati dimenticati. L'U238, secondo quanto ha denunciato Ramsey Clark, ex-ministro della giustizia americano, emette radiazioni alfa e gamma. Le prime possono dar vita a forme tumorali, le seconde a mutazioni genetiche. Nel corso del massacro del Golfo sono stati sparati oltre 940.000 proiettili di questo tipo dagli aerei e circa 14.000, di dimensioni maggiori, dai carri americani. Inoltre, in due occasioni, veicoli carichi di munizioni all'uranio sono esplosi, coprendo amici e nemici di particelle di uranio. Per quanto riguarda gli effetti provocati dai proiettili all'uranio si può far riferimento ad un documento della British Atomic Energy Authority secondo il quale nell'area di Bassora era presente una quantità di uranio impoverito tale da provocare, potenzialmente, decine di migliaia di vittime. Tali conclusioni derivavano, però, da una stima di 40 tonnellate di uranio impoverito, assai più bassa delle 300 tonnellate realmente presenti nell'area. Un vero e proprio bombardamento nucleare dopo quello di Hiroshima e Nagasaki.

 
 
 
L’Italia era a conoscenza del fatto che erano stati sparati proiettili all’uranio impoverito?4 
 
L’Italia sapeva ed era preoccupata.Tutti i soldati, infatti, avevano con sé maschere, tute e dosimetro per misurare l’eventuale radioattività e di Uranio impoverito si cominciò a parlare il 31 marzo 199, sei giorni dopo l’inizio dei bombardamenti sulla Jugoslavia. Tale denuncia proviene dalla Federazione autonoma italiana lavoratori elettrici. Il portavoce Burroni afferma: la N.A.T.O utilizza proiettili cinetici contenenti uranio impoverito; è un serio pericolo per soldati e civili.
 
 

 


Quei macabri regali della Guerra del Golfo, Felicity Arbuthnot5
 
Nel 1990, l'Ente per l'Energia Atomica (Atomic Energy Authority) del Regno Unito ha inviato al governo un rapporto che stimava come per ogni 50 tonnellate di polvere residua rimaste nell'area del Golfo a seguito dei combattimenti, ci potrebbero essere 500 mila casi in più di morte per cancro entro la fine del secolo. Attualmente, gli esperti stimano che ne siano rimaste in Iraq almeno 700 tonnellate ed il Du rimane radioattivo per 4,5 milioni di anni. Il Pentagono ed il suo corrispettivo britannico  la Whitehall – asseriscono, tuttavia, che il DU è solo molto debolmente radioattivo. Quando, nel 1993, il professor Siegwart-Horst Guenther, fondatore della Croce Gialla Austriaca, portò con sé, dall'Iraq, una pallottola al DU - racchiusa in un apposito contenitore rivestito di piombo - per farla analizzare in Germania, venne fermato all'aeroporto di Berlino. La pallottola aveva attivato tutti i sensori per le radiazioni.
 
 

Lo spettro delle armi biologiche6

Il nostro secolo si avvia alla conclusione e sono sempre di più gli Stati firmatari di accordi internazionali per l’eliminazione delle armi biologiche e chimiche. Molti, però, sono quelli sospettati di sviluppare queste armi a dispetto dei trattati. L’Iraq, per esempio, ha riconosciuto quanto era stato denunciato dagli ispettori delle Nazioni Unite: che durante la Guerra del Golfo fossero presenti nei suoi arsenali missili Scud armati con testate biologiche. Un rapporto del 1994 del Pentagono al Congresso sosteneva che l’instabilità in Europa orientale, nel Medio Oriente e nel Sud-est asiatico avrebbe potuto incoraggiare un numero ancora maggiore di nazioni a sviluppare armi biologiche e chimiche.

 

Atti del Parlamento Europeo7

Il Parlamento europeo ha votato una mozione in cui si chiede una moratoria internazionale relativa all’uso dei proiettili all’uranio impoverito. Secondo alcuni scienziati tedeschi, tali proiettili conterrebbero tracce di plutonio, materiale altamente radioattivo. Un portavoce della N.A.T.O. ha affermato che, per quanto riguarda la pericolosità di questi proiettili, la presenza di piccole tracce di plutonio è irrilevante. Da tempo è stato stabilito, sottolinea il portavoce, che ci possano essere tracce di U-236 e di plutonio nell'uranio impoverito. Tuttavia, secondo esperti, i livelli rilevati sono così bassi da non causare alcun motivo di preoccupazione. La polemica continua e non sembra aiutare la ricerca della verità, per permettere di spiegare perché tanti soldati, selezionati anche in base al vigore fisico, siano morti, colpiti da una malattia senza speranza.

 

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NOTE:

 

1 http://www.pasti.org/nebbia.htm; http://www.uranioimpoverito.it/sanita.htm; http://www.uranioimpoverito.it/cosa_e.htm  (consultati in data 25/02/2002)

2 http://www.gulflink.osd.mil/ (non più funzionante in data 20/03/2002)

3 Stefano Chiarini, Il Manifesto, 29 ottobre 1997

4 Famiglia Cristiana, N.3/2001, pag. 34

5 http://www.kontrokultura.org/archivio/uranio_imp.html (consultato in data 03/03/2002)

6 Leonard A. Cole, Le Scienze, Febbraio 1997

7 http://www.corriere.it/speciali/uranio/shtml (consultato in data 03/03/2002)