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§ 5. IL PROGETTO MANHATTAN

 

Manhattan Project è il nome in codice assegnato all'imponente impiego di risorse umane, intellettuali e materiali che gli Stati Uniti d’America predisposero per arginare l'offensiva tedesca e giapponese e per conseguire, prima degli avversari, la conquista del potere nucleare. La possibilità di un utilizzo su vasta scala dell'energia atomica si era resa evidente ai fisici fin dalla scoperta del neutrone e delle reazioni nucleari, ma tali importanti scoperte furono realizzate proprio nel periodo in cui la situazione politica, nel mondo, si andava deteriorando, a causa di due importanti circostanze: l'espansionismo armato del Giappone (che iniziò con l'invasione della Manciuria nel settembre del 1931) e la nascita del Nazismo in Germania (con la nomina a Cancelliere di Adolf Hitler nel gennaio 1933). Repressione politica e sociale, instabilità e violenza militare andavano diffondendosi in tutta Europa e sarebbero sfociate, ben presto, nella Seconda Guerra Mondiale.

Il progetto per realizzare la bomba atomica venne avviato dal Presidente F. D. Roosevelt nel 1942, in collaborazione con il governo britannico, che aveva incaricato gli scienziati inglesi di studiare le possibilità di costruzione di una bomba all'uranio. A tale scopo era stato creato il Comitato M.A.U.D.; il nome in codice del progetto americano fu Manhattan Engineer District, M.E.D. L'operazione si svolse nella massima segretezza e la maggior parte dei capi militari americani ne fu tenuta all'oscuro. I generali Eisenhower e MacArthur vennero informati dell'esistenza della bomba atomica solo nel 1945 quando, ormai, i paesi alleati erano sul punto di vincere la guerra.

Alcuni scienziati si preoccuparono del probabile utilizzo bellico degli studi e, fin dal 1939, decisero di astenersi dal continuare la ricerca. Il Progetto Manhattan cercò di assicurare i requisiti indispensabili per la produzione di energia dal processo di fissione nucleare. Le condizioni necessarie alla realizzazione di tale scopo sono quattro: il materiale fissile deve essere presente in quantità sufficiente e disposto secondo una determinata geometria; i neutroni impiegati devono essere lenti, cioè dotati di velocità idonea a dar vita alla reazione; il flusso di neutroni deve essere regolato per controllare la fissione; l'energia scaturita deve essere utilizzabile. Al fine di soddisfare queste condizioni si fece ricorso all'uranio 235, poiché il suo nucleo è facilmente scindibile con neutroni lenti.

Alcuni fisici statunitensi suggerirono al Governo americano la creazione di un'arma atomica, nel timore che scienziati tedeschi potessero precederli in tale realizzazione.

A destare le maggiori preoccupazioni era Werner Heisenberg, fisico tedesco dotato di grandi capacità.

Dal 1938, nel ristretto ambito della comunità scientifica internazionale, circolarono teorie che rendevano possibile la costruzione di un'arma atomica ed i primi scienziati che resero tangibile questa ipotesi furono i chimici tedeschi Fritz Strassmann  e Otto Hahn, quando ottennero la prima fissione nucleare.

Alle soglie del 1938 il timore di una guerra mondiale si fece sempre più concreto: il regime nazista destava allarmi crescenti, la popolazione ebraica, compresi numerosi scienziati, cominciò a fuggire dalla Germania. Il kulturkampf dirigeva continui attacchi contro la fisica teorizzata da scienziati ebraici; nominare Einstein, all'interno delle università tedesche, comportava, nel migliore dei casi, l’esonero dall’incarico e, cosa altrettanto probabile, l’inquisizione della Gestapo o delle S.S.

Sondaggi dell'epoca rivelarono che la maggior parte degli americani non nutriva alcun interesse per le sorti europee e che, anzi, era propensa all'isolazionismo. Alcune potenze industriali erano in corso di trattative con la Germania, con il Giappone e con l'Italia, in previsione della vittoria di Hitler in Europa.  Personaggio emblematico di questa tendenza era John Foster Dulles, avvocato spiccatamente anticomunista e legato agli ambienti dell’alta finanza e degli affari; nel 1953 il Presidente Eisenhower lo avrebbe chiamato a ricoprire la carica di Segretario di Stato.

Dulles era un ammiratore del regime nazi-fascista e ipotizzava l’instaurarsi di rapporti commerciali con quelli che sembravano essere i probabili vincitori dopo che la Germania ebbe conquistato la Cecoslovacchia, nel 1939. Sin dal 1933 la Germania nazista ricevette numerosi finanziamenti, grazie all'opera dello studio legale Dulles, Cromwell and Sullivan. Fu lo stesso Dulles che, recatosi a Berlino, dopo l'ascesa al potere di Hitler, in qualità di rappresentante delle banche di New York, mediò tra il gerarca nazista e le banche stesse per la cancellazione di un debito che ammontava al miliardo di dollari e per la creazione di un nuovo credito per il riarmo nazista, credito che avvenne tramite la banca Anglo-Americana di J. Henry Schroeder & Company.

La General Electric, la Ford, la Du Pont, la Carboloy e altre grandi aziende non solo fecero affari d'oro con Hitler, ma cedettero brevetti strategici e nascosero al Governo americano segreti industriali che avrebbero potuto condizionare favorevolmente l'esito della guerra.

Nel 1939, mentre in Europa si verificavano fatti sconvolgenti, due fisici fuggiti dalle persecuzioni tedesche e rifugiatisi negli Stati Uniti d’America, Leo Szilard e Edward Teller, s'incontrarono con Albert Einstein, il padre della relatività, per indurlo a scrivere una lettera al Presidente Roosevelt.  Furono Szilard e Teller che rivelarono al celebre fisico le gravi implicazioni della scoperta della fissione nucleare da parte degli scienziati tedeschi. Einstein comprese immediatamente la gravità della situazione e, di fronte alla paura che la Germania nazista riuscisse a costruire la bomba atomica, decise di abbandonare le sue posizioni pacifiste e di firmare la lettera che Szilard, suo vecchio amico, aveva stilato e discusso con lui.  Questa lettera fu consegnata a Roosevelt l'11 ottobre 1939 e dieci giorni più tardi, su ordine del Presidente, si tenne la prima riunione del Comitato Consultivo sull'Uranio (il Briggs Uranium Commettee), a Washington. Negli Stati Uniti d’America, tuttavia, la questione non destò ancora grande interesse e si dovrà attendere fino al 1941 perché il Presidente dia il via al progetto. La tensione che si avvertiva in quel periodo, alimentata dai progressi nazisti, spinse molti scienziati, tra cui il fisico Philip Morrison, ad appellarsi al Governo americano e, successivamente, anche fisici stranieri rifugiatisi negli Stati Uniti d’America a causa delle persecuzioni, contribuirono alla realizzazione dell'arma atomica.

Roosevelt diede il via al progetto solo nel 1941, perché all'inizio dello stesso anno gli agenti del servizio segreto inglese avevano confermato che in Germania era in atto un progetto per la costruzione della bomba atomica.

È da notare che le informazioni rilasciate e le pressioni dei molti scienziati presenti sul territorio americano convinsero il Presidente ed il suo staff ad approvare il progetto per la costruzione una bomba atomica, ben due mesi prima che gli Stati Uniti d’America entrassero in guerra, a seguito dell'attacco giapponese a sorpresa alla base navale di Pearl Harbor.

Il progetto rivoluzionò radicalmente il rapporto tra l'industria, il mondo scientifico e i militari, dando il via ad una produzione e ad una ricerca senza precedenti nella realizzazione di un singolo elemento.

Dopo l'attacco a Pearl Harbor e l'entrata in guerra degli Stati Uniti d’America, i tempi per lo sviluppo e la realizzazione della bomba subirono un'improvvisa accelerazione, grazie alla creazione di fondi illimitati, resi possibili dai vasti interessi economici in gioco.

Il 17 settembre 1942 il Generale Leslie R. Groves venne nominato responsabile del Manhattan Engineer District (M.E.D.), affiancato da Vannevar Bush e James B. Conant, già consiglieri scientifici del Presidente Roosevelt.

Il 23 settembre venne creato un Comitato Politico Militare che assunse il controllo del Progetto Manhattan; ne fecero parte il Generale Wilhelm D. Styer, l'Ammiraglio William Purnell e il Generale Leslie R. Groves.

Il documento segreto dell'organigramma organizzativo, Organization Chart, evidenziava  come la struttura del progetto fosse controllata da una catena di comando centralizzata e rigidamente gerarchica. Ne erano stati esclusi tutti i responsabili della strategia militare del conflitto, come Eisenhower, MacArthur e l'Ammiraglio Nimitz.

Abbiamo asserito che il progetto era sostenuto, soprattutto, da interessi economici che fornivano fondi quasi illimitati, tuttavia occorre evidenziare come il progetto fosse, senza dubbio, l'impresa più costosa che il governo americano avesse mai finanziato con denaro pubblico, denaro che ammontava a duemila milioni di dollari; altro fattore degno di nota è che questo finanziamento pubblico sfuggì a qualsiasi controllo da parte del Congresso.

Il progetto per la realizzazione della bomba atomica comportò la costruzione del laboratorio di Los Alamos e degli impianti di Oak Ridge e di Hanford. Numerosi laboratori di fisica di importanti università, come quella di Berkeley, in California, di Chicago, in Illinois, e della Columbia, a New York, furono impiegati come centri di ricerca per il Progetto Manhattan.

La realizzazione della bomba atomica divenne realtà quando, il 2 dicembre 1942, all'Università di Chicago, il fisico italiano Enrico Fermi ottenne, al costo di circa un milione di dollari, la prima reazione a catena controllata, utilizzando l’uranio.

Successivamente, Leo Szilard, che tanto aveva sollecitato la creazione del Progetto Manhattan, e che fu responsabile dell'esperimento atomico con Fermi, disse che quel 2 dicembre fu un giorno che sarebbe passato alla storia dell'umanità come una giornata nera.

Durante i sei anni intercorsi tra il 1939 ed il 1945, con i due miliardi di dollari che furono investiti nel Manhattan Project, si costruirono ex-novo tre complessi di ricerca, vere e proprie città-laboratorio, a Los Alamos, a Hanford, a Oak Ridge; circa 100.000 persone furono impegnate nei lavori cantieristici, oltre che nella ricerca di base.

La formula per raffinare l'uranio ed assemblare una bomba atomica fu concepita da alcune tra le più fervide intelligenze del nostro tempo, sotto la guida del Professor Robert. J. Oppenheimer, che seguì il progetto dalla prima elaborazione alla sua definizione.

Venne il momento di verificare, a Los Alamos, se il Gadget (nome in codice della bomba) fosse il più grande fallimento della storia o se, invece, fosse lo strumento che avrebbe posto fine alla guerra.

La mattina del 16 luglio 1945, alle ore 5:29.45, ad Alamogordo, nel New Mexico, l'esplosione di una bomba atomica diede inizio all'Era Atomica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Los Alamos

 

Il laboratorio di Los Alamos venne costruito nel deserto del New Mexico nel 1942. Il luogo sul quale edificare l’impianto fu suggerito al Generale Groves, responsabile del Progetto Manhattan, dal fisico Robert Oppenheimer. Il laboratorio sarebbe stato costruito attorno alla Los Alamos Ranch School, tra le Montagne Jemenez, a 2.376 metri d'altezza: un paesaggio meraviglioso e selvaggio, secondo il fisico Emilio Segrè, un luogo dove tutti quelli che ci andranno diventeranno pazzi , secondo Leo Szilard.

La scelta finale spettava a Groves che, preoccupato per la segretezza e la sicurezza del laboratorio, apprezzò l’isolamento di quella località; Oppenheimer la conosceva da tempo: aveva iniziato a frequentarla nel 1930 per motivi di salute e continuava a trascorrervi il tempo libero. I miei due grandi amori sono la fisica e il deserto – egli affermava – peccato che non possano essere combinati insieme. A quel punto avrebbero potuto.

Groves diede ordine di iniziare la trattativa per l'acquisto. Per la cifra considerevole di 400.000 dollari l'esercito divenne proprietario della Los Alamos Ranch School, con tutte le strutture annasse, l'ampio appezzamento di terreno circostante, 60 cavalli, 50 selle, 2 trattori, 2 camion, 25 tonnellate di carbone, alcune centinaia di quintali di legna da ardere e una biblioteca con 1.600 libri. Los Alamos diventò, così, il Sito Y, nome in codice del laboratorio dove, scienziati, ingegneri e tecnici, lavorarono per circa due anni, sotto la direzione di Oppenheimer, per trasformare l'energia atomica nel più micidiale strumento di morte di tutti i tempi: la bomba a fissione nucleare.

Mentre Groves imponeva di cancellare Los Alamos da tutte le carte geografiche e vietava il traffico aereo, civile e militare, sulla regione, squadre di carpentieri, elettricisti e idraulici iniziarono a costruire gli alloggi ed i laboratori che avrebbero ospitato la comunità scientifica. Si trattava di capannoni costruiti in via provvisoria, sia per motivi di tempo, sia perché sarebbero stati abbandonati alla fine della guerra. Al termine della costruzione, Los Alamos, circondata da una barriera di filo spinato con cartelli sui quali si leggeva PERICOLO RADIAZIONI, PERICOLO ESPLOSIONI, sembrava più un campo di concentramento che non un laboratorio scientifico.

I più importanti scienziati del mondo occidentale cominciarono ad arrivare a Los Alamos nel marzo del 1943. Il direttore scientifico del Progetto Manhattan, Robert Oppenheimer, aveva scelto la crema della fisica mondiale: Bohr, Weisskopf, Fermi, Wigner, Von Neumann, Frisch, Teller, Segré, Chadwick, Fuchs ed altri ancora, giovani e meno famosi. Pochi furono quelli che rifiutarono di recarsi a Los Alamos per contribuire alla realizzazione della bomba atomica. Uno di questi fu il fisico I. Rabi che continuò a lavorare al Radiation Laboratory del M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology) poiché pensava, con lucidità e lungimiranza, che gli Stati Uniti d’America avrebbero potuto perdere la guerra, senza sistemi radar adeguati.  Rabi rispose di non poter accettare la proposta di Oppenheimer, che gli aveva offerto l'incarico di direttore associato, poiché lavorare a tempo pieno al progetto avrebbe significato ridurre il culmine di tre secoli di fisica alla realizzazione di un'arma per la distruzione di massa.

È interessante notare il fatto che Rabi, nonostante le sue posizioni, accettò di partecipare, su richiesta di Oppenheimer, alla conferenza inaugurale della fisica a Los Alamos, nell'aprile del 1943. Egli, inoltre, aiutò Oppenheimer a convincere altri scienziati, in particolar modo Hans Bethe, a partecipare all'impresa ed accettò l'incarico di consulente, qualifica che gli valse piena libertà di movimento a Los Alamos. Le visite di Rabi furono frequenti e, in occasione del Trinity Test, egli affiancò Oppenheimer che, nelle ultime settimane, logorato dal lavoro e dalla tensione, lo aveva voluto accanto a sé.

Questa libertà di movimento era, realmente, un privilegio eccezionale, perché il sistema di sicurezza, studiato da Oppenheimer e messo in atto da Groves, prevedeva la compartimentalizzazione delle mansioni e l'isolamento totale degli scienziati. Per gli abitanti di Los Alamos comunicare con l'esterno era, praticamente, impossibile: il telefono era stato, di fatto, abolito; l'unico a poterne usufruire era Oppenheimer, ma anch’egli ne faceva un uso limitatissimo, poiché la maggior parte delle informazioni transitava per mezzo delle telescriventi.  Persino la corrispondenza privata, sia in partenza che in arrivo, era strettamente controllata dai servizi di sicurezza. Groves, fin dall'inizio del Progetto Manhattan, era stato particolarmente attento ai problemi di sicurezza, voleva che tutti gli scienziati ed i tecnici fossero militarizzati e che, quindi, indossassero la divisa militare. Oppenheimer fu l'unico ad accettare, senza discutere, l’invito di Groves e fu anche visto provare la propria uniforme; tra la comunità scientifica la proposta fu dichiarata intollerabile e suscitò una vera e propria rivolta, perché nessuno si diceva disposto a rinunciare all'autonomia scientifica.

L'opposizione generale costrinse Groves al compromesso e, indirettamente, Robert Oppenheimer riuscì ad ottenere per Los Alamos quello che Leo Szilard non era riuscito ad avere a Chicago: la libertà scientifica di parola. Il prezzo che la nuova comunità pagò, un prezzo sociale, ma più profondamente politico, fu una barriera di reticolato attorno alla città ed una seconda barriera con sentinelle attorno allo stesso laboratorio. Ciò enfatizzava come gli scienziati e le loro famiglie fossero separati da un muro; per quanto riguardava la conoscenza del loro lavoro, i ricercatori erano isolati non solo dal mondo esterno, ma anche l'uno dall'altro.

Dopo i successi di Los Alamos la scienza non fu più orfana e povera. Il modello di studio sperimentato ed i successi raccolti consentirono agli uomini di scienza ed ai tecnologi di continuare a fare ricerca secondo quel modello che così grande efficacia aveva dimostrato sulle popolazioni di Hiroshima e Nagasaki.

Gli scienziati che contribuirono a dare agli Stati Uniti d’America il monopolio dell'energia nucleare furono adeguatamente ricompensati, anche se per pochi anni, come sottolinea esplicitamente Victor Weisskopf. Da allora, i fondi per la ricerca non mancarono mai. Fare scienza non era solo dolce, come aveva detto Oppenheimer, ma era anche conveniente per tutti: militari, scienziati, università, centri di ricerca ed industrie.

Il Laboratorio atomico di Los Alamos non fu smantellato dopo la fine della guerra, come era stato detto. Dopo Oppenheimer fu Teller a dirigere i lavori a Los Alamos per la realizzazione della bomba all'idrogeno.

 

 

 

Hanford

 

L'impianto di Hanford, Hanford Engineering Works (H.E.W.), per la produzione del plutonio, fu costruito all'inizio del 1943 sulle rive del fiume Columbia, nello Stato di Washington. Nel febbraio del 1943 il generale Leslie R. Groves fece acquistare dall'esercito il terreno, circa 200.000 ettari, per costruire gli impianti per la produzione e la separazione del plutonio e le abitazioni dei lavoratori. Il luogo era stato scelto anche in funzione della possibilità di attingere acqua, necessaria al raffreddamento dei reattori, dal fiume Columbia.

Ad Hanford si produceva il plutonio purificato, plutonio 239, il materiale fissile utilizzato per la bomba ad implosione sperimentata ad Alamogordo, New Mexico, il 16 luglio 1945, con il nome in codice di Trinity Test.

La bomba sganciata su Nagasaki, 24 giorni dopo, era stata costruita con gli stessi principi e materiali.

La Du Pont, il gigante americano dell'industria chimica, fu incaricata della costruzione dell'intero complesso, per il quale vennero impiegati 42.000 operai. La cifra totale per la costruzione e la messa in produzione degli impianti di Hanford sino alla fine della guerra superò i 400.000 milioni di dollari. Una spesa così ingente richiamò l'attenzione del senatore Harry S. Truman, all'epoca responsabile del Comitato Senatoriale di investigazione sulle spese del Programma Nazionale della Difesa. Truman, il 10 marzo 1944, in una lettera indirizzata al Segretario della Guerra, H. Stimson, esprimeva le sue preoccupazioni circa l’istanza del Dipartimento della Guerra perché il Comitato non svolgesse alcun tipo di inchiesta.

Il cosiddetto Comitato Truman stava indagando sui fondi spesi per la costruzione di Hanford, indicato nella lettera di Truman con il nome in codice Pasco.

Gli scopi della produzione degli impianti di Hanford, come quelli di Oak Ridge, in Tennessee, erano segretissimi. I lavoratori non conoscevano ciò che dovevano produrre, né, tantomeno, i rischi che avrebbero corso per l'alto tasso di radioattività. Consulenza e supervisione scientifica erano stati affidati all'Università di Chicago. Inizialmente, erano stati costruiti tre diversi reattori per la produzione del plutonio e quattro impianti per la separazione del plutonio dagli altri prodotti derivanti dalla reazione a catena. Groves  fece tutto il possibile per avere la certezza che la bomba atomica venisse costruita ed usata prima della fine della guerra. Gli alleati di Groves in questo sforzo erano il Segretario alla Guerra Henry Stimson, il suo assistente Generale Robert P. Patterson, il responsabile dell'Ufficio della Ricerca e Sviluppo Scientifico (O.S.R.D.) Vannevar Bush, ed il suo vice James B. Conant. Groves era il loro agente, a tutti gli effetti. Consapevolmente o meno, essi fecero il possibile perché le porte giuste fossero aperte per agevolare i suoi sforzi. Groves ed i suoi superiori del Dipartimento della Guerra operarono perché la bomba atomica avesse un ruolo nel porre fine al conflitto mondiale.

Gli impianti di Hanford furono costruiti in un deserto e collegati col resto del mondo attraverso 252 Km di ferrovia; 618 Km di strade a otto corsie giungevano fino agli impianti per la produzione di plutonio di Hanford Groves. Il numero delle corsie è giustificato dall’elevata radioattività del plutonio: in caso di esplosione, otto corsie sarebbero state appena sufficienti per consentire la fuga dei lavoratori e delle loro famiglie.

Gli impianti di Hanford smisero di produrre plutonio nel 1987, ma l’intera zona, a causa delle scorie nucleari, resta una delle più inquinate degli Stati Uniti d’America. Sono stati scaricati direttamente sul terreno più di 1.663 miliardi di litri di acqua radioattiva, una quantità in grado di coprire l'intera Manhattan con un livello d'acqua di 24 metri. I pesci e gli uccelli acquatici del fiume Columbia, a valle di Hanford, furono fortemente contaminati dagli scarichi degli impianti che producevano il plutonio. Più di 532.000 metri cubi di rifiuti solidi radioattivi sono stati sotterrati o immagazzinati in superficie dentro bidoni e ci sono ben 177 serbatoi sotterranei con una capacità tra i 207.000 e i 4.2 milioni di litri di plutonio. Nove reattori nucleari mai utilizzati sono abbandonati lungo il fiume in attesa di essere smantellati.

 

 

 

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