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§ 2. La fine del dualismo U.S.A. – U.R.S.S. e la caduta del Muro di Berlino

 

 

Le ideologie si frantumano sotto i colpi delle rivendicazioni economiche o nell’impossibilità di rendere reale ciò che sembra, con il trascorrere degli anni, un’utopia disegnata per i diseredati. Quell’utopia, però, non fa vivere, non riesce neppure a dare qualche serenità per il dopo, perché non esiste un dopo per quei profeti. Il qui e ora è l’esistente e quell’esistente non riesce ad abbattere le barriere cetuali, ha creato una nomenklatura protetta e comunque vincente: quale spazio, quale prospettiva futura per il singolo?  Così si fugge lungo la Friederichstrasse, così, per vie sotterranee o con fantasiosi mezzi volanti, ci si allontana dal Check Point Charlie.

Dal vecchio ordine mondiale si passa al nuovo, quando, caduto l’ultimo baluardo del socialismo reale in Europa, è venuto meno anche uno dei due poli su cui si reggeva l’equilibrio di quell’ordine bipolare, seguito ai nuovi assetti derivanti dalla seconda guerra mondiale ed alla cosiddette guerra fredda, che ha avuto, se non altro il merito di avere, per lungo tempo, assicurato la pace mondiale[i].

È legittimo chiedersi, soprattutto alla luce delle dichiarazioni del 10 marzo 2002, se il nuovo ordine mondiale, uscito vittorioso dalla caduta delle ideologie in genere e del marxismo in particolare, non determini cambiamenti ancora più gravi di quelli che fin dalla Guerra del Golfo sono apparsi come inevitabili.  Pare, infatti, che caduto il vecchio e principale protagonista, ottenuto, anche se in forza di una crisi economica interna gravissima e di ingentissimi investimenti esteri, l’aiuto della C.S.I., l’uso della forza diventerà una costante, a fronte, soprattutto, del depotenziamento delle organizzazioni internazionali[ii].

 

 

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[i] Cfr. S. De Sanctis, Guerra del Golfo. Problematiche giuridiche e riflessi militar-penalistici, Jovene, 1993, pag.4. Sullo stesso tema vedi anche: Z. K. Brzezinski, Il grande fallimento. Ascesa e caduta del comunismo nel XX secolo, Longanesi, Milano, 1989 e F. Soglione, Il non allineamento e la fine del bipolarismo in Politica internazionale, 1991, n. 2-3, pagg. 61-67

[ii] Cfr. D. Gallo, Il nuovo ordine internazionale fra ruolo degli USA, debolezza dell’ONU e militarizzazione delle istituzioni europee, Cultura della pace, S. Domenico di Fiesole, 1992, pagg. 68-98