Il progetto Idee di spazio prende avvio dalla riflessione sulle capacità degli studenti ad organizzare contenuti e competenze che, nella scuola dell'autonomia, sono divenuti caratteristiche significative e distintive della nuova didattica nell'ambito pluridisciplinare della ricerca- azione.
Prediligere spazi e momenti dedicati all'attività laboratoriale, quest'ultima intesa come centro di riflessione, è fare una precisa scelta che, pur non dimenticando i momenti classici della scuola, si è orientata a lavorare nella - e per la progettualità abbandonando una didattica univoca, ripetitiva e tradizionale di trasmissione dei saperi.
Il lavoro realizzato ha orientato lo studente- ricercatore al confronto costante con le fonti storiche , scientifiche e filosofiche, al contatto con le istituzioni di documentazione ed ad uno studio non certo passivo e subalterno. Si è voluto così affermare la fiducia nella possibilità di stimolare diversamente l'organizzazione dei saperi dei nostri giovani liceali concedendo loro la possibilità di sentirsi dei protagonisti in un mondo inesplorato della ricerca.

Riccardo Sirello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

PREFAZIONE

Alla domanda “che cosa si intende per spazio?”, probabilmente ognuno darebbe una risposta diversa, o, forse, pur avendone una sorta di cognizione intuitiva non sarebbe in grado di presentare il suo pensiero ad altri con la chiarezza dovuta. Coscienti della difficoltà terminologica e del fatto che non sia possibile dare una definizione univoca, accogliamo il pensiero che J.J. Grey espone nel testo “Ideas of Space” ( Oxford, Claredon, Pres, 1979); per cui, anziché parlare di “concetto” o “nozione” di spazio, parleremo di “idea” di spazio o, per meglio dire di “idee”, onde evitare semplificazioni terminologiche e povertà linguistica. Infatti, si può parlare di spazio sotto diversi indicatori di tipo matematico, psicologico, sociale, artistico, fisico, teologico… e la terminologia è quindi piegata e chiusa in ambiti diversificati.
La tematica proposta è stata affrontata seguendo percorsi speculari in ambito filosofico e matematico, percorsi che, comunque, hanno presentato continue intersezioni e che hanno fatto emergere l’importanza dell’aspetto soprattutto linguistico in relazione alle molteplici definizioni. Attraverso la riflessione, ad esempio, sulla possibilità di spazi n-dimensionali e di sistemi assiomatici lontani da un’evidenza intuitivo-percettiva, è interessante l’approccio ad una rilettura epistemologica nonché antropologica.
L’itinerario evidenziato non vuole quindi chiudere il tema centrale nel suo aspetto definitorio ma piuttosto mettere in luce le numerose riflessioni emerse nel corso dei secoli, i problemi che l’uomo si è posto, dall’antichità alla contemporaneità, riguardo allo spazio ed alla sua genesi.
Il lavoro vuole sottolineare come tutte le definizioni siano soggette ad una rilettura ermeneutica e , pur mantenendo la loro sostanza, si propongono, per dirla riprendendo il pensiero di Khun, come “paradigmi” nei quali una civiltà si riconosce. In tal senso diviene più interessante la condivisione intorno al problema, che il problema stesso.



© Copyright, 2003 Tutti i diritti sono riservati agli autori.

Pagine non revisionate da webmaster@nuovadidattica.net