EDITORIALE N. 9 SETTEMBRE 2002


L'anno scolastico è iniziato con la solita logica delle cadenze che ormai richiamano una sorta di autonomia anarchica. Calendari regionali, calendari di Istituto e le famiglie numerose, anche se più rare in Italia, si ritrovano a segnalare sul calendario giorni ed ore assai differenti in una stessa città! Un giorno, due giorni, una settimana ed alla fine neppure un buon ragioniere riuscirà a ricordare i vari "stop" per i recuperi durante l'anno scolastico! A dire che in questa materia basterebbe seguire l'esperienza dei nostri cugini transalpini o la scuola tedesca che da decenni praticano una efficace razionalizzazione delle vacanze. Che dire? La scuola italiana vanta vacanze estive prolungate neppure imitate dalla Spagna, vacanze che dimostrano anche una dubbia efficacia per il turismo e una deleteria logica per l'apprendimento. Uno scolaro delle scuole elementare ha il diritto di dimenticare tutto quello che ha appreso nella maratona invernale e primaverile! Che dire poi dei compiti estivi spesso disattesi o croce per i genitori. Siamo lontani dalle buone regole dell'apprendimento che consigliano i pedagogisti al fine di evitare la saturazione. Al pronti e via, ben presto ci si rende conto che tutto risulta condensato, compresi gli orari. Dalle ore 8,00 alle 13,00 e rientri dalle ore 14,00 alle 17,00 : orari per sperimentare? Direi orari funzionali per educare alla deconcentrazione dei giovanissimi studenti ma funzionali per il mondo degli adulti. Ma la parola intoccabile comunque è pur sempre autonomia e flessibilità. Ma un inizio d'anno non sarebbe degno di attenzione se l'occhio non cadesse sulla magnifica edilizia in cui vivono i nostri giovani. Nonostante commissioni e responsabili della sicurezza che compilano pagine e pagine segnalando agli organi competenti le inadempienze in materia, improvvisamente ci si rende conto che le aule mancano! Ovviamente il termine improvvisamente suona ironicamente perchè i dirigenti scolastici da tempo si sono adoperati perchè tutto procedesse al meglio. Scale antincendi che si improvvisano all'ultimo istante, promesse della Provincia disattese; alla fine si può immaginare cosa può rimanere del primo giorno di lezione. E' il caso degli studenti del Liceo Classico di Savona privati dei loro elementari diritti. Il 16 settembre a Savona, più di 600 studenti hanno inscenato davanti al Palazzo della Provincia un funerale. Anzichè manifestare con una fiaccolata come fecero le femministe al cimitero di Arlington incoronando Miss America una pecora, si sono limitati a distribuire manifesti a lutto e l'annunciata uscita dalla scena dei politici dalle false promesse. Quanti Istituti in questa situazione? Quanti rispettosi della Legge sulla sicurezza? Un interrogativo al quale si dovrà dare risposta. Nel frattempo attendiamo pazientemente che i numerosi problemi aperti della scuola pubblica siano onestamente dichiarati ed allora l'opinione pubblica forse comprenderà che la logica dei finanziamenti alla scuola privata non è effettivamente sentita dalla maggioranza degli italiani.