EDITORIALE N. 12 DICEMBRE 2002


Il 2002 sta per terminare e il panorama della scuola italiana è immerso più che mai nell'immagine dei cambiamenti, alcuni di essi evidenti altri latenti, mascherati, manifestazioni che hanno il presagio di notevoli innovazioni. L'orario funzionale è ormai un ricordo, laddove è stato praticato appare somatizzatoe solo piccoli malori passeggeri sembrano percorrere alcuni insegnanti. I Progetti didattici sono manifestazioni individuali di Istituti e docenti coraggiosi affetti anche da un poco dimasochismo, mentre sempre più manifesta risulta la tendenza al ritorno ai programmi tradizionali. La grande novità dell'anno 2002 pare chiudersi in un piano informatico che più che esaltare le novità didattiche progettuali pare finalizzato ad una logica del facile consumo della felicità on-line dominata dalla propaganda all'ultimo software alla moda. Non ci dilunghiamo sulle figure dei nuovi tutor di laboratorio fonte di accaparramento per coloro che ormai sono diventati gli illustratori della libera concorrenza informatica e i degustatori del fondo di un barile finanziario in via d'esaurimento. Noi, sperimentatori da anni della nuova didattica del docente e studente-ricercatore, sappiamo quanto è difficile e faticoso misurarsi con una programmazione quotidiana e relazionarla, anche on-line, coinvolgendo gli studenti stessi. E poi, rimangono ancora i molti! Chiusi, restii ai nuovi linguaggi ma anche alla logica dei progetti: i demotivati che apprezzano il ritorno alle origini con il solito rituale della lezione cattedrattica deprivata ormai dell'essenziale, ovvero, la motivazione delle nuove generazioni affascinate dal paradiso del benessere e dal rifiuto delle tecniche dell'argomentazione. Come è possibile fare come se nulla fosse! Addio studente-ricercatore! Nulle sono valse le lezioni sulla pedagogia della creatività e della motivazione! Infine, se si pensa ai miseri stipendi offerti dal pianeta istruzione, ormai facilmente paragonabili in sede europea, allora non resta che standardizzare il vecchio copione: addomesticamento unicamente manualistico e meccanicismo pedagogico della ripetitività. Ma in latenza cosa bolle in pentola? Tutti hanno assistito alle diatribe in materia di Devolution. Pregiudicata l'unitarietà del sistema scolastico? Bisogna attendere, perchè i giudizi si formulano su degli atti definitivi. Certo che attualmente inquieta la vasta assimetria tra il sistema dei licei e quello degli istituti professionali. Assimetria che si manifesta anche nell'etereogeneo quadro del corpo docente. Sarà rivista l'intera procedura? La Devolution renderà semplice l'intero piano dell'Istruzione italiana? E come sarà accolta dai nostri partner europei? Sarebbe necessario porre la questione in termini di Quaestio. Ma lasciamo il compito a chi di dovere, ma da consegnarsi in bella copia e obbligatoriamente agli inizi del 2003. Nel frattempo auguriamoci di tutto cuore che il nuovo anno porti saggi consigli. Buon Anno a tutti i nostri lettori che ringraziamo sentitamente per averci sopportato pazientemente con le nostre lagnanze mensili.