EDITORIALE N. 3 MARZO 2006


Novecento: non solo libri di storia...
1 marzo 1944. Una sfida al Regime.
Per storicizzare a fondo sono necessarie le testimonianze e bisogna muoversi su tre piani: il presente-il passato -il presente. Il presente è affetto drammaticamente da cesure tra il sè ed il collettivo. Un presente globalizzato non solo economicamente ma culturalmente dove l'omologazione, la standardizzazione depriva i Soggetti del senso e dei significati. Lo slogan è l'immediato,il consumo, l'azione tecnica con una scuola orientata verso una mera operatività. Soggetti privi di riflessione e calati in un contesto dove ha valore l'immagine e la parvenza delle cose. Il passato: 1 marzo 1944. Anni tragici e calati nella guerra, una terribile sciagura ricercata dal potere. Il fascismo, il nazi-fascismo. La sfida individuale e collettiva.Le industrie e i suoi uomini. La Resistenza, valore comune di appartenenza.Il racconto dei testimoni che sfidarono il Regime. Il ritorno al presente dopo questi due movimenti: Il testimone ha ricostruito il suo vissuto, è stato strumento di comunicazione inter-individuale che ha trasmesso un universo di valori. Una lezione di complessità della storia fatta di scelte ma soprattutto di valori universali: la libertà e la democrazia, la lotta contro lo sfruttamento e i privilegi di pochi sui molti, la solidarietà e non gli egoismi. Un cammino difficile ed irto di contraddizioni verso il quale tutti gli uomini dovrebbero aspirare. Ogni anno il 1 marzo dovremmo ascoltare e ricordare per preservare la nostra memoria da tentazioni derivate da quel presente unicamente calato nell'immediato, che dimentica troppo spesso della memoria collettiva. Il primo marzo è sinonimo di deportazione di molti lavoratori che incrociano le braccia nelle fabbriche del Nord, è sinonimo della scelta di non volere più avere a che fare con il Fascismo, con i fascismi. Il 1 marzo 2006 dopo aver ascoltato le testimonianze siamo tutti diversi. Abbiamo capito che il 1 marzo è ancora sofferenza ma anche inizio della umana redenzione di tutti gli uomini che decidono di Resistere agli egoismi, ad ogni forma di violenza ed alle discriminazioni Ma quale modo migliore è ricordare il marzo se non attraverso gli ultimi ed umili sopravvisuti? Non sono molti, sono stati onesti lavoratori e sovente abbandonati, dimenticati. Sono stati anche ingiustamente accusati di essere dei visionari. Ascoltateli fintanto che sarà possibile e comprenderete che la storia del Novecento non è solo una Storia scritta quella grande ed unica Storia che conta ...

Riccardo Sirello