EDITORIALE N. 9-10 SETTEMBRE-OTTOBRE 2006


Filosofia: un sapere moribondo? "La filosofia intrattiene con il presente un rapporto scomodo e controverso. Di fronte a saperi e pratiche la cui verità o utilità si impongono con immediata evidenza, la sua funzione risulta oscura e indeterminata. Frequenti sono perciò le accuse di non offrire nè le certezze della scienza, nè i vantaggi della tecnica, nè la bellezza dell'arte, nè le consolazioni della religione. A propria dimora- si dice- essa non ha scelto la terra o il cielo, il principio di realtà o quello di piacere, ma le nuvole, come nell'omonima commedia di Aristofane, che mostra Socrate mentre medita su questioni astruse dentro un canestro sollevato dal suolo. Essa rimane così confinata entro uno spazio intermedio, abitato da pallide astrazioni, compreso tra la sanguigna vitalità delle cose del mondo e le luminose figure di ciò che sta al di là di esso. In termini più crudi, si aggiunge che la filosofia non solo si è mostrata incapace di risovere i problemi e i bisogni degli uomini, ma si è resa insensibile ai loro drammi, preoccupazioni e speranze." Proviamo a dare alcune risposte al sapere che taluni definiscono moribondo. "Una risposta può venire solo se ci liberiamo di due equivoci, che hanno radici talmente profonde da assumere la forma pressoché scontata del pregiudizio. Il primo fraintendimento riguarda la genesi e l'essenza stessa della filosofia, che non può essere un sapere moribondo per il semplice fatto che non ha sempre preteso di essere un sapere e poi perché ha interiorizzato la morte fin dall'inizio, quando ha tentato di trovare vie d'uscita ai dilemmi morali che nella tragedia greca restavano, dal punto di vista uomano, dichiaratamenti sospesi e senza risposta. Sin dalle sue origini socratiche, infatti la filosofia si è presentata quale sapere maieutico, capace di far partorire, ma non di generare esso stesso conoscenze precise, acquisite una volta per sempre all'interno di campi rigorosamente delimitati. [...]." Per comprendere la funzione e la rilevanza della filosofia proviamo a ompiere un esperimento mentale, a immaginare come il mondo sarebbe senza di essa. Tra le altre cose, non avremmo un senso critico altrettanto sviluppato, non conosceremmo nella stessa misura l'uso delle armi della razionalità e del dubbio, che ci aiutano a proteggerci dai pericoli sempre incombenti dell'intolleranza dogmatica, della prepotenza di autorità indiscutibili o della superficialità di credenze e opinioni non esaminate a fondo. Anche se la filosofia non fosse una scienza rigorosa, anche se non adducesse argomenti inoppugnabili, ma soltanto più ragionevoli di altri, essa aiuterebbe a dar senso a un mondo meno piagato dalla violenza e dalla sopraffazione e sgomberebbe la strada della civiltà da molti inciampi o problemi." Da Remo Bodei, Una scintilla di fuoco, invito alla filosofia, Bologna, Zanichelli, 2005 pp. 9,20,21

 

Riccardo Sirello