JOURNÉE MONDIALE DE LA PHILOSPHIE - UNESCO - 2006


Manifesto della Journée Mondiale de la Philosophie UNESCO 2006

Con la riapertura dell'anno scolastico È ripreso l’attività del Centro Territoriale di Ricerca e Didattica di Filosofia della provincia di Savona.
Il centro ha sede presso il Liceo Ginnasio "Chiabrera" che, in quanto scuola polo per l'insegna­mento della filosofia, da anni mette in pratica un progetto di ricerca e formazione di cui sono soggetti e attivi protagonisti i docenti e gli studenti del Liceo come di altri Istituti Scolastici Superiori della nostra provincia. L’attività negli anni scorsi si È focalizzata sui complessi tapparti tre filosofie e Sapori scientifici, producendo interessanti materiali didattici e spunti i riflessione che sono stati messi a disposizione di tutto il mondo dello scuola anche tramite il portale del Centro, consultabile all’ indirizzo: http://laboratoriofilosofico.objectis.net.  Nel corrente anno scolastico l'at­tenzione È rivolta al rapporto Eti­ca e Politica, con riferimento oltre problematiche dell' etica sociale, ai possibili conflitti tra doveri individuali e scelte collettive e, soprattutto, all'orizzonte di valori condivisi e condivisibili,  o cui ricondurre il principio di legittimità delle azioni privale e/o politiche.


ETICA E POLITICA: QUALE RAPPORTO? - INTERVENTO DEL DOTT. Gian Carlo CASELLI

Presentiamo, di seguito, alcuni stralci dell’intervento del Procuratore Generale della Repubblica di Torino, dott. Gian Carlo CASELLI che ha affrontato il tema in oggetto della Journée Mondiale de la Philosophie 2006 UNESCO per la il Centro Territoriale di Ricerca e Didattica della Filosofia della provincia di Savona, sotto l’aspetto specifico della legalità.

«Una considerazione ancora sulle cose che abbiamo ascoltato sul diritto internazionale: l'etica come rispetto dei trattati, come giustificazione di qualunque azione di difesa dal pericolo di “debellatio”.
La posizione È storicamente molto forte. È stata sostenuta nel corso dei secoli e anche praticata da più parti. Ancora oggi è una robusta corrente di pensiero.
Le mie scelte professionali sono sempre state dettate dalla volontà di produrre sicurezza; non so se ci sono riuscito, ma questo era il mio obiettivo. Questo per dire che la sicurezza È per me un valore irrinunciabile, primario. Ma fermo restando che la sicurezza È un valore da perseguire mettendo in gioco ogni intelligenza e risorsa, io credo di dover dire, anche in questa sede, che c'È un pericolo, sia sul piano nazionale sia su quello internazionale: quello di considerare la sicurezza esclusivamente in termini di ordine pubblico. Così  (anche lasciando da parte le enfatizzazioni strumentali del problema) si rischia di sacrificare sull'altare della sicurezza tutto il resto: in particolare le garanzie e i diritti, quanto meno rinviandone l'effettivo soddisfacimento a tempi migliori, tempi meno tormentosi di quelli che stiamo vivendo». Leggi tutto...

 


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